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Modesto centro agricolo (691 ab. – 15,12 Kmq), crocevia dei paesi circostanti, è situato in una fertile area pianeggiante e deve il nome ad una palude di circa duecento ettari, che, ubicata un tempo non lontano dall’abitato, è stata bonificata alla fine del secolo scorso.
Nel dizionario Casalis l’Angius da notizia di due centri: Pauli Arbaghessa e Pauli Sitzamus, situati nelle vicinanze della palude e oggi scomparsi. Sempre l’Angius indica la posizione del vecchio borgo di Sitzamus, di cui restano ancora tracce a poco più di un chilometro dall’attuale abitato: “In distanza di un miglio dal paese, cioè presso l’altro capo della palude, vedonsi vestigia di un’antica popolazione, fondamenta e alcuni resti di mura, e la si indica dalla tradizione come l’antica terra di Zizalmus. “Pauli Arbarei mantiene solo in parte l’architettura del vecchio abitato.
Le case in pietra color ocra, con sa lolla antistante, sono spesso circondate da alti muri. E’ parte del centro storico pure il monte granatico, testimonianza delle “banche del grano” di un tempo e oggi adibito a biblioteca comunale. In paese, a ricordare l’importanza della coltura cerealicola e della produzione del grano duro è il vecchio mulino, ormai in disuso, di tziu Felis, che lo aveva importato dalla Francia. Nel territorio non mancano le testimonianze preistoriche, specie quelle dell’età del Bronzo: si contano, infatti, ben nove nuraghi monotorri ed uno complesso. Di maggiore interesse sono il nuraghe Seneri e l‘insediamento di Corti Baccas. Parlano di secoli lontani, però, anche quattro insediamenti d’età romana, così come pure i pochi ruderi della chiesetta perduta di S.Maria. In paese è di un certo richiamo artistico la parrocchiale di San Vincenzo (XVII sec.) in stile rinascimentale. Al Santo, Santu Bissenti, è dedicata la sagra che si svolge a gennaio con tanto di falò acceso alla vigilia della festa. Un’altra sagra celebra a fine agosto S.Agostino, cui è intitolata una chiesetta a tre navate col tetto a capriata. Segue il giorno dopo la festa di San Giovanni (29 agosto), cui ora è associata la sagra della pecora. Della tradizione Pauli Arbarei conserva anche l’arte della panificazione con su xrivraxu, sa lada grussa e sa moddixina.
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